NEWS "Anniversario beatificazione 20 ottobre 2016"

TESTIMONIANZA del DOTTOR GIAMPIERO AVRUSCIO

Dott. AVRUSCIO

TESTIMONIANZA del DOTTOR GIAMPIERO AVRUSCIO Ho cercato in tutti i modi di sottrarmi alla richiesta di suor Bianca, perché non mi sento la persona adatta a parlare dal pulpito di una Chiesa e anche perché ho conosciuto Suor Liduina solo un anno fa, quando Stefano, l’infermiere che lavora con me, mi ha invitato qui, ad una Messa come questa… Ma Suor Bianca mi ha fatto un grande regalo, prestandomi il libro della Positio Super Virtutibus …un libro dove la vita di Suor Liduina viene setacciata e vista al microscopio, da quando era bambina fino al suo ultimo giorno di vita, con le testimonianze di tutte le persone che in qualche modo erano venute a contatto con lei… Suor Liduina e la sua vita…una vita non certo facile, fatta di fatica, di sudore, di lavoro quotidiano… una vita abbastanza semplice, umile, fatta di piccole cose, di piccoli gesti…una vita di “ordinaria quotidianità” e forse proprio per questo, molto vicina alla mia vita, alla vita di tutti noi…una vita però resa straordinaria dalla capacità di questa ragazza di trasformare ogni piccolo gesto, ogni sua azione in un grande atto d’Amore! Suor Liduina prima di partire per l’Etiopia, fa uno “stage” (come diremmo oggi), un corso di preparazione di infermiera al Giustinianeo, l’ospedale nuovo di Padova, quello in cui ho lavorato e ancora oggi lavoro…ma è interessante capire in quale contesto ambientale e storico suor Liduina agiva. Quale era per esempio il clima di quella parte di Africa? Lo racconta suor Liduina in una lettera alla mamma il 28/7/1937, dove descrive la sua prima notte…una lettera come può scriverla una ragazza che ha frequentato solo fino alla terza elementare: “Ci hanno accompagnato dalle suore missionarie Francesi, ci hanno offerto un bicchiere d’acqua calda che a stento ne abbiamo preso poca, abbiamo cenato e si preparò le brande, coricate che siamo non si trova quiete, verso le 10, una alla volta abbiamo portato fuori le brande perché dentro non si poteva respirare in casa 40° di caldo, alla notte non si potè chiudere occhio il giorno meno che meno abbiamo la S. Messa con la Comunione e siamo fermate fino alle 3 del dopo pranzo, siamo andate alla stazione sotto un caldo insopportabile, si aveva paura di venire meno, ma il Cuore di Gesù ci diede tanta forza di poterlo superare.” Come erano le condizioni dell’ospedale in Etiopia nel quale ha prestato la sua assistenza come infermiera? Lo racconta il tenente medico dott Dino Donelli: “Esistevano solo i muri, i fori delle finestre e delle porte…Non vi erano che reti metalliche, ben fortunato chi poteva avere una specie di materasso. Nel clima infido di Dire-Daua, dove le zanzare entravano a sciami ed insetti di ogni specie infestavano le poche coperte, dove i servizi non esistevano affatto, eravamo ricoverati circa 150 tra ufficiali e soldati, feriti o ammalati. Tra questi ruderi umani prestavano servizio le Rev. Suore Salesie…” Come era l’ambiente delle relazioni umane nel quale suor Liduina aveva scelto di andare? Lo racconta il sig Ermanno Menapace: “Quanto ai medici, l’ospedale era un po’ disgraziato: il direttore dell’ospedale aveva un solo scopo per rimanere lì, per avere la famiglia vicina: pensava a sè, a fare commercio di medicinali, trascurando il suo dovere, gli ammalati e disinteressandosi anche delle suore. Un altro medico si scagliava contro le suore e suor Liduina in particolare, con frasi inopportune e offensive” Quali erano le condizioni umane della gente che viveva in quella Regione? Lo racconta nel suo libro sulle Salesie Igino Morelli:”Qui vi era un formicaio di gente, dove tutti vivevano in luridissimi tucul, addossati gli uni agli altri, alti appena un metro e mezzo. Dentro, insieme a creature umane, vi stavano l’asino, la vacca, le capre e le galline, il tutto in pochi metri di spazio.” Suor Liduina è una rivoluzionaria, non ha mezze misure…come tutti i rivoluzionari, è una totalitaria! In genere la nostra vita viene declinata alla prima persona singolare: io voglio, io desidero, io sento, io faccio, io, io, io…e ancora io…a volte usiamo anche il noi…quando si tratta della nostra famiglia, dei nostri amici, dei nostri parenti, dei nostri interessi… Suor Liduina ha rivoluzionato la prospettiva… al centro della propria vita non c’è la propria vita, non ci sono i propri desideri, non c’è la propria stanchezza, i propri pensieri, la propria fatica, la propria sofferenza, la propria gioia… Suor Liduina era e continua ad essere per te, per voi, per loro prima che per se stessa… prima della sua vita c’era quella degli altri… che erano dei perfetti sconosciuti, come quelli che incontriamo ogni giorno, in ospedale, per strada, in viaggio… si dice che siamo tutti uguali…ma non è vero: uomini, donne… siamo diversi, abbiamo cultura diversa, sensibilità diversa, ceto sociale diverso, frequentazioni diverse, lingua diversa, esistono persone gradevoli, simpatiche, con cui è piacevole stare, persone sgradevoli, antipatiche, con cui è facile non stare…persone che ti sorridono davanti e ti sparlano dietro, persone che raccontano bugie…ma allora perché di fronte a dei perfetti sconosciuti io devo comprenderne le sofferenze, invece che essere compreso nelle mie sofferenze, perché devo capire, aiutare, invece che essere capito, aiutato in quello che ritengo le mie necessità, perché rinunciare alle mie abitudini, alle mie comodità… Con la sua vita, suor Liduina mi ha dato le risposte! Perché in verità la sua vita non l’ha dedicata a dei perfetti sconosciuti, ma conosceva perfettamente ciascuno di loro, li chiamava con il loro vero nome, ciascuno aveva un’identità ben precisa, che lei conosceva e riconosceva sempre… era Colui di cui si era innamorata, il suo vero Amore al quale aveva fatto posto e a cui aveva voluto consegnare la sua vita… in ognuna di queste persone lei riconosceva il suo Gesù e questo grande Amore superava qualsiasi fatica, qualsiasi sofferenza, qualunque ostacolo, qualsiasi incomprensione… quando si è innamorati non esiste distanza, ostacoli che possano frapporsi nel cercarsi, nel trovarsi, nello stare insieme…suor Liduina era costantemente insieme a Lui e in questo grande unico Amore trovava forza, coraggio, fiducia, speranza… Tutti i miracoli sono straordinari, come una guarigione umanamente inspiegabile, una Grazia esaudita… ma il più grande e straordinario Miracolo è quando Dio cambia la tua vita… Suor Liduina è riuscita a fare della sua vita un’opera d’Arte…e non è a caso che parlo di Arte…se pensiamo a chi consideriamo sia un artista: una persona che riesce attraverso le proprie opere, a lasciare qualcosa di sé, che oltrepassa il tempo, che dal particolare del proprio sentire, raggiunge una dimensione di bellezza universale, che è riconosciuta tale da tutti. Chi è il più grande artista della storia, Leonardo da Vinci? Raffaello? Giotto? Shakespeare? Goethe? Beethoven? Mozart?...Tutti questi geni dell’arte hanno lasciato sicuramente qualcosa di sé nelle loro opere …ma il più grande Artista della storia è Gesù, perche è riuscito non a lasciare qualcosa di sé, ma ha lasciato tutto se stesso…nel nostro prossimo, nell’eucarestia, nella preghiera…e suor Liduina questo non solo lo ha capito, ma lo ha vissuto pienamente, in modo attivo, cosciente… come Maria quando ha pronunciato il suo sì, diventando la tela sulla quale Dio ha disegnato e colorato il Suo progetto. E ora capisco perché nei giorni seguenti a quella Messa celebrata un anno fa, entrando al Giustinianeo e vedendo molte effigi, targhe, statue che ricordano i benefattori che hanno contribuito alla costruzione dell’ospedale, medici che hanno lavorato in quelle corsie, mi sono chiesto perché non c’era nessun segno che ricordasse Suor Liduina, che in quell’ospedale c’era stata, aveva prestato la propria opera, si era preparata come infermiera… un pensiero ad alta voce che avevo manifestato a Stefano che mi aveva invitato a quella Messa…e da lì ho ricevuto varie telefonate di adesione e si è formato in modo spontaneo, naturale un gruppo di persone, ognuna con le proprie diverse storie, con il quale ci siamo incontrati varie volte, perché sia posto un segno all’interno dell’ospedale Giustinianeo che ricordi Suor Liduina… ma sono convinto che il nostro “comitato” continuerà anche oltre, perché suor Liduina ci ha segnato! L’augurio che faccio a me stesso e che faccio a tutti, è che l’esempio di vita di Suor Liduina, possa aiutarci a fare della nostra vita un’opera d’Arte. Giampiero Avruscio Direttore UOC Angiologia Azienda Ospedaliera-Universitaria, Padova

Si volentieri subito

Beata 01

"Si volentieri subito"
ripeto anche oggi, sollecitata dall'Amore ad essere un cuore aperto per tutti coloro che sono nel dolore